{"id":192,"date":"2023-04-11T08:48:41","date_gmt":"2023-04-11T08:48:41","guid":{"rendered":"https:\/\/latinorum.baldessano.roccati.edu.it\/?p=192"},"modified":"2023-04-11T09:06:50","modified_gmt":"2023-04-11T09:06:50","slug":"mores-ieri-oggi-e-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/latinorum.baldessano.roccati.edu.it\/?p=192","title":{"rendered":"MORES IERI OGGI E DOMANI"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"has-text-align-center\"><strong>MORES IERI OGGI E DOMANI<\/strong><\/h1>\n\n\n\n<h2><strong>I valori trasmessi dalla commedia &#8220;Adelphoe&#8221; di Terenzio (<em>di Diego Patitucci<\/em>, 3BST)<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;<em>Adelphoe<\/em>, commedia di Publio Terenzio Afro scritta e rappresentata nel 160 a.C, \u00e8 un\u2019opera attraverso la quale emergono diversi temi riguardanti sia la letteratura, sia i costumi latini presenti a Roma. In questo blog osserveremo non solo le differenze tra i testi di Terenzio e la realt\u00e0, ma anche come alcuni modelli e tradizioni del tempo siano ancora in uso oggi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La trama in breve: <\/strong>Demea e Micione sono due fratelli: il primo ha due figli, Eschino e Ctesifonte, che viene adottato dal secondo. Entrambi li educano, ma in modo diverso: Demea vuole che il suo abbia una mentalit\u00e0 all\u2019antica, legata ai <em>mores<\/em> della societ\u00e0 romana e Micione, invece, desidera avere un rapporto basato sulla fedelt\u00e0 reciproca. Eschino rapisce Bacchide, una prostituta, della quale Ctesifonte si era invaghito. Dopo che il padre di quest\u2019ultimo lo viene a sapere, decide di cambiare la propria mentalit\u00e0 ed insegnargli ad essere come Eschino. A causa di ci\u00f2, Micione \u00e8 costretto a sposarsi, ma Ctesifonte acquista Bacchide ed Eschino sposa la sua amante, Panfila.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/latinorum.baldessano.roccati.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/zodiac-signs-gb4881501c_640.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-196\" width=\"315\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/latinorum.baldessano.roccati.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/zodiac-signs-gb4881501c_640.png 640w, https:\/\/latinorum.baldessano.roccati.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/zodiac-signs-gb4881501c_640-300x300.png 300w, https:\/\/latinorum.baldessano.roccati.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/zodiac-signs-gb4881501c_640-150x150.png 150w, https:\/\/latinorum.baldessano.roccati.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/zodiac-signs-gb4881501c_640-510x510.png 510w\" sizes=\"(max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il ruolo dell&#8217;educazione a Roma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il tema principale dell\u2019Adelphoe \u00e8 quello dell\u2019educazione e si possono notare molte analogie con ci\u00f2 che avveniva realmente nella societ\u00e0 latina. Inizialmente, i bambini&nbsp; venivano istruiti proprio dai padri, che dovevano decidere le conoscenze da trasmettere in base alla loro occupazione o al loro posto nella societ\u00e0 (per esempio, i figli degli aristocratici potevano imparare materie come legge o politica), oltre ad una serie di regole morali da seguire. Dopo le conquiste, oltre ai genitori, anche gli schiavi, in particolare quelli provenienti dalla Grecia,&nbsp; iniziarono ad insegnare ai giovani romani: Terenzio stesso era uno schiavo, poi liberato grazie alle sue doti nella scrittura e nel teatro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Statua raffigurante Cicerone, posta dinanzi alla Corte di Cassazione, a Roma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cicerone si impegn\u00f2 particolarmente per diffondere la cultura e la filosofia ellenistica e integrarle nella societ\u00e0 romana.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche le donne, a partire dall\u2019et\u00e0 imperiale, potevano educare i figli, per poi affidare questo compito agli insegnanti, che potevano essere: il <em>magister<\/em>, il maestro principale, che insegnava ai ragazzi una professione, il <em>mos maiorum<\/em> e le altre materie in generale, il <em>grammaticus<\/em>, che si occupava dei testi greci e latini e della letteratura, e il <em>rhetor,<\/em> l\u2019insegnante di filosofia e retorica. La scuola poteva poi essere privata, accessibile solamente a chi poteva permettersela, oppure pubblica: gli alunni, maschi e femmine, seguivano 6 ore di lezione con brevi pause tra di esse, per 8&nbsp; mesi, a partire dai 6\/7 anni, un modello quindi molto simile a quello dei nostri giorni, tranne per le punizioni attribuite agli studenti, che comprendevano l\u2019utilizzo di bastoni o fruste di cuoio. Le lezioni inoltre si svolgevano in classe, attraverso l\u2019utilizzo del trittico, un quaderno formato da tavole di legno ricoperte di cera e legate poi con anelli di vimini, oppure in biblioteca quando si aveva la necessit\u00e0 di consultare altri testi. In modo analogo ritroviamo alcuni di questi elementi anche nell\u2019<em>Adelphoe<\/em>: entrambi i padri educano i figli secondo la propria concezione di ci\u00f2 che \u00e8 giusto insegnare loro, nonostante entrambi commettano degli errori. Infatti, secondo Terenzio, il giusto metodo di educare i figli \u00e8 una via di mezzo tra quello di Micione, liberale e basato sulla fiducia, e l\u2019altro di Demea, molto pi\u00f9 severo e sistematico. Il vero scopo di questa commedia \u00e8 dunque quello di cercare di trasmettere una morale, ovvero che sbagliare \u00e8 un comportamento proprio dell\u2019essere umano.&nbsp; Questa, si pu\u00f2 gi\u00e0 trovare nel primo atto:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Homine inperito numquam quicquam iniustiust,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>qui nisi quod ipse fecit nil rectum putat.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non vi \u00e8 di peggio che un ignorante che non riconosce nulla giusto se non quello che piace a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Adelphoe<\/em>, Atto I, scena 2, 98-99)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bassorilievo raffigurante una scena di guerra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nonostante vi fossero molte discipline, la maggior parte dei ragazzi veniva<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>educata nell\u2019arte del combattimento, specialmente in et\u00e0 imperiale,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>quando c\u2019era una grande necessit\u00e0 di soldati per difendere i confini.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bacchide e il suo ruolo nella societ\u00e0 romana<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Uno degli aspetti ricorrenti nelle commedie di Terenzio \u00e8 il personaggio di Bacchide, la prostituta. In particolare, nell&#8217;<em>Adelphoe<\/em> possiamo vedere come Ctesifonte si innamori di questa figura, cosa che non sarebbe stata possibile al tempo. Infatti, coloro che praticavano la prostituzione, che potevano essere sia uomini che donne, venivano considerati infimi, esclusi dalla societ\u00e0 e considerati talvolta quasi al livello degli schiavi (molti in realt\u00e0 erano proprio servi o liberti) e inoltre venivano privati di molti dei diritti che la cittadinanza offriva ai romani. Nonostante ci\u00f2, la prostituzione a Roma era legale e riconosciuta come una vera e propria professione, svolta in modo privato, sotto la gestione dei propri genitori, oppure in bordelli e taverne (proprio come Bacchide nell\u2019<em>Adelphoe<\/em>). Dal punto di vista morale, invece, le prostitute non venivano in alcun modo giudicate ed erano classificate in base ad un rango, da quello pi\u00f9 alto, dove patrizi e magistrati andavano a letto con queste figure, a quelle di strada. In realt\u00e0, il vero scopo della legalizzazione di questo lavoro era quello di giovare all\u2019economia delle citt\u00e0: infatti, prima di poterlo praticare, le prostitute dovevano recarsi prima dall\u2019edile, magistrato responsabile della costruzione di infrastrutture, ma anche di registrare tutti i lavoratori romani, che rilasciava loro la <em>licentia stupri <\/em>e riportava i costi dei servizi che queste offrivano. D\u2019altra parte, nelle opere di Terenzio questa figura viene completamente ribaltata, secondo l\u2019ideale dell\u2019<em>humanitas<\/em>, un concetto che indica tutte quelle caratteristiche e i valori propri dell\u2019essere umano: Bacchide diventa quindi un personaggio con un grande valore morale, capace di amare oltre al suo semplice rapporto professionale, come si pu\u00f2 vedere nell\u2019<em>Hecyra<\/em>, per esempio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Homo sum, humani nihil a me alienum puto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Sono un uomo, niente di umano ritengo a me estraneo.<\/p>\n\n\n\n<p>(frase utilizzata da Terenzio nell\u2019<em>Heautontimorumenos <\/em>per definire l\u2019<em>humanitas<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.roma.com\/il-sistema-scolastico-dellantica-roma\/\">roma.com\/il-sistema-scolastico-dellantica-roma<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>www.vanillamagazine.it<\/p>\n\n\n\n<p>wikipedia<\/p>\n\n\n\n<p>www.romanoimpero.com<\/p>\n\n\n\n<p>www.skuola.net<\/p>\n\n\n\n<p>it.wikiquote.org<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MORES IERI OGGI E DOMANI I valori trasmessi dalla commedia &#8220;Adelphoe&#8221; di Terenzio (di Diego Patitucci, 3BST) L&#8217;Adelphoe, commedia di Publio Terenzio Afro scritta e rappresentata nel 160 a.C, \u00e8 un\u2019opera attraverso la quale emergono diversi temi riguardanti sia la letteratura, sia i costumi latini presenti a Roma. 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